DIDATTICA PER COMPETENZE

Sabato 28 Marzo - Istituto Comprensivo di Bella

DIANORA E IL CAMBIAMENTO DELLA SPECIE

AppStart_Dianora-Bardi-Franca-Crocetto

Didattica per competenze con uso delle tecnologie mobili in classe

 

 

“E’ in atto una trasformazione nel modo di apprendere dei ragazzi, dovuto al nuovo modo di comunicare, di vivere. La scuola ha l’obbligo di cambiare per preparare i ragazzi a capire e muoversi in un mondo che è cambiato”. Così ha iniziato il suo appassionante intervento Dianora Bardi, vicepresidente di Impara Digitale, docente del Liceo Scientifico Lussana di Bergamo, il liceo da sempre indicato come il più prestigioso della città e ora modello di eccellenza di scuola digitale (basti pensare ai servizi trasmessi da Report e Presa diretta). E’ in questa scuola, infatti, che la professoressa Bardi sperimenta il digitale nelle sue classi, che contano anche più di trenta alunni.

 

 

Le sue sono classi “scomposte”, così le ha chiamate, anche perché ha rivoluzionato l’ordine dei banchi allineati (d’altro canto i banchi grandi e ordinati in una classe così numerosa impedirebbero di potersi muovere, mentre, come lei dice, i ragazzi devono muoversi, interagire) e gli alunni che vogliono iscriversi devono portarsi da casa un dispositivo mobile digitale. “Quello che vogliono”, dice lei, “il tablet, l’ipod, il telefono digitale … perché io insegno lettere ai miei ragazzi con questi strumenti”. Come? Proprio un’insegnante di lettere!? Proprio in Italia, la culla della cultura classica, insegna il latino con l’iPod!?
“E per giunta senza un soldo!” Perché gli studenti utilizzano i loro strumenti, la scuola fornisce solo una buona rete hi-fi, gli spazi sono sempre quelli di una volta, e in quegli spazi lei accorpa i banchi per creare piccoli gruppi o li allontana verso le pareti per permettere che si faccia insieme la ricerca su internet, mentre altri studenti inviano le chat e condividono le loro riflessioni in Dropbox. “Pensate che fra qualche giorno verranno nella mia scuola 14 presidi di scuole finlandesi, per studiare il metodo della classe scomposta”. Loro, dirigenti di una scuola all’avanguardia, che ha rivoluzionato il metodo di insegnamento, in una nazione che ha stanziato fior di quattrini per stravolgere anche lo spazio fisico della scuola, con laboratori ed aule attrezzatissimi di strumenti informatici, classi aperte, studenti che si spostano tra un’aula e l’altra, in una didattica per competenze. Questi signori vengono a visitare una scuola italiana. Dianora ci dice che, in fin dei conti, anche con pochi soldi, anche senza spazi aperti e con i soliti muri, tinteggiati magari dai genitori perché non ci sono fondi, si può fare didattica innovativa, personalizzando il modo di studiare.

 

 

“La scuola deve cambiare, il cambiamento è un obbligo morale, etico!”. E ci spiega perché.
Per due ordini di motivi.
Il primo è perché se la scuola ha l’obbligo di trasmettere ai ragazzi il passato, la sua cultura, ha nello stesso tempo l’obbligo di prepararli al futuro. Una scuola che non prepara i ragazzi all’uso del computer, non li prepara a entrare nel mondo del lavoro: la società è cambiata, è cambiato il mondo del lavoro, cui i nostri ragazzi accedono dopo la loro formazione scolastica, sono cambiate le aspettative delle aziende. Quando le aziende intendono assumere danno per scontato che il ragazzo abbia le conoscenze per fare quel lavoro, se ha seguito un piano di studio. Il punto è: ha anche altre competenze? Sa relazionarsi, sa presentare bene il prodotto, è in grado di interpretare le esigenze del committente…? La scuola deve trasmettere anche queste abilità, se vuole preparare al mondo esterno, altrimenti non assolve alla sua funzione. Tutto questo senza dimenticare i contenuti: siamo o non siamo la culla della cultura classica, il Paese che ha espresso al massimo la sua genialità artistica? Sono nati qui Leonardo, Michelangelo, Piero della Francesca. E’ nato qui Dante!
E allora diamo ai ragazzi un bagaglio di conoscenze, ma anche di competenze!
D’altro canto il cervello crea reti di connessioni, di sinapsi. Questo tipo di didattica è, quindi, la più confacente ai nativi digitali, che pensano e collegano ad una velocità supersonica.

 

 

E qui veniamo al secondo punto.
La tecnologia ha cambiato il mondo del lavoro, ma più in generale ha cambiato il nostro modo di pensare.
E’ acclarato ormai, che il modo di apprendere, anche in seguito all’uso quotidiano degli strumenti digitali, non è più lo stesso (Boncinelli). Risulta molto difficile per i ragazzi di oggi che usano mezzi così veloci per messaggi così brevi, leggere molte pagine di un testo senza annoiarsi e senza allontanarsi presto da quello che si sta leggendo o studiando. Allora la scuola deve utilizzare nuovi metodi, se vuole giungere ai ragazzi.
E qui la prof.ssa Bardi ci ha fatto l’esempio di una sua lezione: partendo da testi estremamente brevi, magari delle sintesi o addirittura da una frase, sollecita il dibattito e, di conseguenza, una riflessione scritta in poche battute, magari con WhatsApp o con altri sistemi di chat. Le riflessioni vengono condivise su Dropbox fra gli alunni e i docenti e questi ultimi dovranno poi dare indicazioni sulle modalità, non sull’argomento. Dopo aver creato una mappa dei concetti, ciascun alunno potrà elaborare finalmente un testo, prodotto finale che viene fuori da più riflessioni (cooperative learning). Le tecnologie vengono quindi utilizzate adottando il linguaggio degli allievi, per insegnare loro come usare uno strumento congeniale alla loro velocità di apprendimento, facendo collegamenti, mostrando i meccanismi. Il prodotto è lo stesso, mentre il testo (ragionato) è raggiunto con una metodologia più congeniale e funzionale. Inoltre, tutto ciò non sarà percepito dagli studenti come frammentazione dell’informazione, bensì come una ricomposizione costruttiva in una maglia reticolare. Così si ha il vero passaggio dall’Unità Didattica (frammentazione) all’Unità di Apprendimento, in cui la rielaborazione e la ricomposizione delle conoscenze costruisce il sistema delle competenze.

 

 

Biblioteca scolastica dell’Istituto Comprensivo di Bella – 28 Marzo 2015

Dianora Bardi 1

Dianora Bardi 2

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

APPSTART ONLUS

C.tro Dir. Rossellino,
Via della Tecnica 24,
85100 Potenza
Tel. 0971 - 180 0901
P.IVA 01894310760.

APPSTART GALLERIA

studenti e imprese/

CONTATTACI



UA-39821321-12