DIDATTICA DELLA MATEMATICA

Napoli 14 marzo 2015

NATURALMENTE MATEMATICA


Apprendimento della matematica
Corso intensivo con la dott.ssa Agnese Del Zozzo Napoli 14 marzo 2015

 

“La matematica è un’esperienza emotiva che tutti hanno il diritto di poter vivere. L’esperienza matematica permette a chi la vive un’elaborazione critica e profonda della realtà, ed anche questo è un diritto di tutti.”  Questo è l’incipit della sua tesi di laurea della  dott.ssa Del Zozzo, in didattica della matematica, naturalmente!

 

Se si chiede a un ragazzo a cosa potrebbe paragonare il suo libro di matematica, ci si sente spesso rispondere che il suo testo potrebbe essere equiparato al Wonderbrook di Harry Potter , il libro Mostro dei mostri!

 

Ma perché? Perché buona parte della popolazione scolastica ha difficoltà in questa materia che, più delle altre, utilizza segni, simboli, che facilmente possono dar corso a interpretazioni errate. Pensiamo, ad esempio, all’uso della stessa lettera per indicare una retta o un punto: la differenza sta solo nell’uso del minuscolo nel primo caso e del maiuscolo nel secondo. Ancora, quanti ragazzi impazziscono nella regola “più per meno fa meno, più per più fa più… meno per meno fa più!”? Si tratta, spesso, di convenzioni, solo di convenzioni. E si continua a dire che la matematica è una scienza esatta! E poi ai più tulibro-mostritto sembra così slegato dalla realtà: quando andremo a chiedere al droghiere “mi dia 2/3 di chili di mortadella”? Oppure “vorrei una quantità di zucchero inversamente proporzionale alla quantità di caffè che ho già acquistato, tale che ….”. Sembra che si voglia usare un’arma di tortura. E le difficoltà aumentano in maniera spropositata se si tratta di ragazzi con DSA, che scambiano facilmente una b con una p: davvero non se ne esce! Ma allora cosa possiamo fare per rendere meno ostica la materia? Badate bene “meno ostica”, non “facile”, perché, come ci ha detto l’esperta, è davvero impossibile per un bambino con difficoltà di apprendimento che si illumini immediatamente tutto il percorso.

 

Come operatori del doposcuola dobbiamo mirare alle strategie di studio, innanzitutto osservando gli errori “ricorrenti”, che ci indicheranno il tipo di difficoltà del ragazzo (che, ad. esempio, potrebbe essere di ordine lessicale – di lettura dei segni ecc.), perché proprio questi potranno permetterci di individuare gli strumenti adatti per superare tali difficoltà.

 

Allora due sono le parole magiche che Agnese ci ha suggerito, quali veri e propri attrezzi magici per aiutare i nostri ragazzi.

 

La prima è “libro di testo” (già, proprio il famoso Wonderbrook!), che nasconde al suo interno molti strumenti utili, quasi come una mappa entro cui il ragazzo può ritrovarsi, senza perdere di vista l’obiettivo durante il percorso.

 

La seconda è “digitale”: ancora una volta la “rete” ci aiuta a …. “fare rete”!

 

Noi, d’altro canto, non avevamo dubbi: siamo o non siamo un Doposcuola Digitale?!

 

 Agnese Del Zozzo è formatrice della cooperativa Anastasis,
ricercatrice GIpA  (Gruppo di Informatica per l’Autonomia)
per ragazzi con Disturbi Specifici dell’Apprendimento

 

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